P come "piedino", P come "poesia"
Prendere familiarità con una parte del corpo poco conosciuta perché sempre nascosta e chiusa in scarpe e calze e, attraverso di essa, assumere consapevolezza della propria esistenza e individualità: io sto in piedi sulla terra, io cammino sulla terra, io ci sono, io sono diverso dagli altri, io sono speciale.

Il libro: "Gioia e il velo di Iside"
L’Egitto, la dea Iside e una leggenda che narra del suo velo e di una bambina che ha una missione per il bene dell’umanità
Alcuni desideri sono così potenti che vengono spediti nell’Universo a una velocità incredibile.
Quando Gioia chiede che i suoi piedini con quelle strane dita gemelle spariscano, nella sua cameretta compaiono il Magnifico Mostro Mangia Piedi, la dolce PiedinFata e Desiderio.
Il sogno sta per avverarsi, se non fosse per due loschi cercatori di tesori che rapiscono la bambina per condurla fino in Egitto, nella terra di Iside, la dea che secondo la leggenda possiede un preziosissimo velo.
Tre magici aiutanti, l’affetto smisurato di due genitori e l’astuzia di una bambina prescelta basteranno a risolvere il mistero che si cela tra le sabbie del deserto?
Il laboratorio di scrittura creativa
P come “piedino” P come “poesia”
L’incontro, della durata di un’ora, si articola in due momenti:
1) Discussione e domande:
– Se i bambini hanno letto il libro, l’autrice, inizia rispondendo alle loro domande e li conduce a focalizzare l’attenzione sui messaggi presenti nel libro: l’accettazione di sé, il riconoscimento della propria individualità, della diversità di ognuno come ricchezza per vedere il mondo da più punti di vista, fare insieme qualcosa di più bello, più grande, per il bene di tutti. L’integrazione della diversità verso l’unione.
– se il libro non è stato letto, l’autrice legge alcune parti significative per introdurre l’attività che segue.
2) Laboratorio: “P come Piedino, P come Poesia”
Attività:
– Il momento del disegno con il corpo. Il bambino è invitato a fare l’impronta con i piedi, come Gioia nel libro: con una penna o un colore a matita il bambino traccia il contorno del proprio piede su di un foglio.
Lasciare l’impronta plantare su di un cartoncino per affermare la propria identità, io sto in piedi sulla terra, io cammino sulla terra, io ci sono, questo sono io.
– Il momento dell’osservazione Il bambino è invitato a guardare con attenzione la propria impronta e la pianta del proprio piede scalzo. Ci sono linee, segni, punti che si possono unire per tracciare un disegno? Nel piedino di Gioia c’era l’immagine i una mezza luna. Si invita il bambino a fare associazioni creative per riconoscere animali, cose o simboli e a riportarli nel disegno della propria impronta.
– Il momento del sentire e della poesia. Che cosa mi trasmettono, mi dicono i miei piedini? In piedi sopra il disegno delle proprie impronte (posizione yoga della montagna TADASANA, carte dello yoga Yogame) con gli occhi chiusi, il bambino è guidato in una breve meditazione per poi aprire gli occhi e scrivere in un foglio in poche parole, o poche frasi le proprie sensazioni, componendo in questo modo una poesia.
Il presente laboratorio può essere condotto dall’autrice in presenza oppure in videoconferenza su meet o zoom
La durata dell'incontro è di circa un'ora.
tematica
del laboratorio
Scrittura creativa e sentire del corpo
a chi si rivolge l'attività
Bambini della scuola primaria
obiettivo del laboratorio
Prendere consapevolezza di sé, della propria individualità e specialità
Sei interessato a questo laboratorio e vorresti maggiori informazioni?
Oppure hai delle esigenze particolari e ti piacerebbe inserire attività specifiche?
Scrivimi un messaggio e parliamone assieme!


