Incipit per Progetto Bimed: staffetta di scrittura 2025-2026
Una nuova staffetta di scrittura sta iniziando con Bimed, Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo
Agnese sull’albero
Da quando il nonno ha costruito la casetta sull’albero, Agnese non vuole più scendere di lì.
Sta così bene che ci è andata ad abitare con Lili, la gattina bianca e nera. Ma la gatta continua a fare su e giù per il tronco, Agnese, no, è ferma là in cima.
“Nonna ho fame!” dice ogni tanto “Mandami su un po’ di biscotti, per piacere!”
La nonna glieli mette nel cestino che lei cala dall’alto e poi tira su.
“Non si può vivere di soli biscotti…” dice nonna Tilde, “questa sera ti preparo i cannelloni”.
“Va bene, nonna, mandameli con il cestino!”.
“Agnese, scendi, è ora di andare a dormire” le dice più tardi.
Ma la bambina risponde:
“Buonanotte nonnina, dormirò qui, in compagnia delle stelle”.
“Ah be’ questa poi!” fa nonna Tilde, scuotendo la testa, perché una nipote arborea a Villavì, non si era mai vista!
Ad ogni modo non si preoccupa troppo.
“Prima o poi scenderà” dice il nonno, alzando le spalle.
Ma… passano tre giorni e Agnese non è ancora scesa.
Al contrario è salita anche Elisabetta, la sua amica del cuore e suo cugino Filippo.
La casetta sull’albero si è arricchita di una nuova stanza, grazie al lavoro del nonno che, invece di ostacolare quella bizzarra idea, la sta aiutando la nipotina.
“Nonno, nonnino” chiede Agnese, “che giochi facevi quando eri bambino?”
“Giocavo a salire sugli alberi” risponde lui.
“Come noi!”
“Sì, ma gli alberi al tempo, erano molti di più”.
“Quanto di più? Dieci?” chiede Elisabetta.
“Cento?” domanda Filippo.
“Erano migliaia di migliaia” fa il nonno.
I bambini sbarrano gli occhi. Non è possibile. A Villavì migliaia di migliaia di alberi non ci stanno.
Il nonno prosegue: “E’ proprio questo il punto… Quando ero bambino io, al posto delle case, c’erano alberi”.
Come continua la storia?
Agnese è convinta che non solo Villavì, ma in tutto il mondo ci vorrebbero più alberi.
Filippo propone di piantarli ovunque: nei giardini, nei terrazzi, sui tetti, nelle piazze e persino nelle fontane.
“Nelle fontane non si può” obietta Elisabetta.
“Invece sì” risponde Agnese, “lì ci mettiamo le piante acquatiche!”
I bambini fondano così la “Compagnia degli arborei”, la mettono su tutti i social e tanti tanti bambini e adulti si uniscono a loro.
Un po’ alla volta l’aspetto delle città cambia, diventando più verde.
Le persone respirano meglio e sono più felici.
Con gli alberi arrivano anche gli animali: gli uccelli, gli scoiattoli, i topini, i ghiri. Le città si trasformano piano piano in boschi.
Ma… a qualcuno questa faccenda non piace… perché le piazze si riempiono di foglie, gli uccelli fanno la cacca sui monumenti, i frutti maturi si spiaccicano sui marciapiedi, i rami si sporgono sulle strade e i camion ci sbattono contro, talvolta, poi, qualche albero colpito dal fulmine cade addosso alle case…
Nasce così “La compagnia dei potatori”. I potatori tagliano gli alberi…
Gli arborei li piantano.
Come finirà questa storia?
I potatori e gli arborei troveranno un punto d’incontro?
Io credo di sì, grazie ai nostri protagonisti: Agnese, Elisabetta e Filippo.
(illustrazione tratta dal libro “Dialoghi con l’albero” Laura Novello, Om Edizioni)






