Una piuma sui miei passi. Una piuma nera. Una piuma d’ombra. La stringo tra le dita, la alzo al cielo.
Su di me, ora, l’ombra fresca degli abeti rossi. Sono al centro di un cerchio immaginario, seduta su di un tappeto di muschio e di minuscolo trifoglio, tra piante di fragole e felci ad ammirare questa piuma, la sua potenza e la sua leggerezza.
Poi il mio sguardo si ampia agli alberi dietro di lei. Nelle loro forme sinuose, immobili, danzano, ora solitari, ora in coppia o a gruppi di tre o quattro, stretti in misteriosi sodalizi.
S’intrecciano i loro rami sopra la mia testa lasciando libero solo uno spicchio di cielo d’un azzurro terso, mentre il sole acceca i miei occhi che lo bevono senza filtri.
La piuma è caduta…
Quante pigne adagiate sulla terra accanto a lei, e poi… aghi di pino e ramoscelli secchi, fili d’erba mossi dal vento.
Tutto vibra e tutto è immobile.
In questo verde che mi avvolge in un sacro silenzio, dolcemente scompaio.
Le poesie di Laura Novello nella raccolta: Un cielo di foglie






