Aspetto il crepuscolo seduta su di una roccia che s’insinua nel lago.
E’ grigia e rosa la pietra, piacevolmente calda; d’un verde denso, l’acqua.
Crescono rovesce le piante nell’incanto dello specchio, sorgono dalle nuvole e dall’azzurro.
Fanno corona a questo piccolo lago, mille abeti blu.
Cerchi sul pelo dell’acqua continuamente nascono, si estendono, si compenetrano, si disperdono e, di nuovo… nascono.
Ovunque minuscole onde, dolci carezze che mi regalano una gioia sottile, quasi palpabile.
E scende il crepuscolo sul lago.
L’acqua si fa nera, lucida; gli alberi sono di pece, mentre il cielo è ancora chiaro, è carta da zucchero.
Non vedo più, eppure la mia penna scorre sul foglio a scrivere pensieri segreti che sorgono dal mio profondo, dall’abisso che è me, sconosciuto,
come le acque di questo lago popolate da pesci invisibili eppure così vivi da creare sulla superficie uno spettacolo che ora posso solo immaginare.
Nel buio quieto, in compagnia del lago, accolgo la Notte, dolce Signora del Mistero.
Sulla riva del laghetto a Parco Palù (Lavarone)
Foto di Anna Rossi






