Ogni mattina mi alzo e scrivo.
Mi siedo al tavolo della cucina in cui aleggia un delizioso profumo di caffè, prendo fra le mani la tazza tiepida e sorseggio lentamente, mentre riprendo le fila dalla storia che è lì ad attendermi. Con le mani mi accomodo alla tastiera, le mie dita distese sui tasti, entro nella scena, interrotta la sera prima, magari a notte fonda.
Lei, la storia, desidera vivere e vive attraverso di me. Mentre un gatto, disteso sul tavolo dietro al computer, sonnecchia e altri due passeggiano, avanti e indietro, come sentinelle.
Leggo, rileggo, scrivo, riscrivo, a volte indugio sulle parole, sui suoni come se stessi scrivendo musica invece di parole. Mi attardo, rallento e la storia si allunga piano piano. Non sa ancora se avrà una fine, non sa se conoscerà qualcun altro oltre a me, non sa se spiccherà il volo oltre il mio computer, eppure vive già…
(Foto di Anna Rossi)






